Dieta Zona

Diete low-carb…funzionano?

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Tagliare i carboidrati nella dieta consente di dimagrire, proteggendo allo stesso tempo la salute cardiovascolare.  Un punto a favore dei sostenitori delle diete ‘low-carb’, cioè a basso contenuto di carboidrati, viene da uno studio firmato da Lydia Bazzano dellaTulane University School of Public Health and Tropical Medicine di New Orleans (USA), presentato al congresso dei cardiologi europei e pubblicato in contemporanea su Annals of Internal Medicine. Dopo un anno di regime dietetico controllato, il gruppo di soggetti che seguiva la ‘low-carb’ aveva perso 5,3 Kg, mentre quelli che seguivano la dieta a basso contenuto di lipidi (‘low-fat’), a parità di calorie, avevano perso solo 1,8 Kg. I trigliceridi risultavano diminuiti in entrambi i gruppi, ma in misura maggiore nei partecipanti alla dieta low-carb (la differenza media era di – 14,1 mg/dl). Buoni anche i risultati sul fronte del colesterolo HDL, che nel gruppo low-carb, risultava aumentato di 7 mg/dl; sul fronte del colesterolo LDL, non sono state registrate differenze significative. Anche i valori di proteina C reattiva sono risultati maggiormente ridotti nel gruppo low carb, mentre i valori di glicemia e di pressione non mostravano differenze significative. Il dato forse più importante che emerge dallo studio è che lo score di rischio Framingham a dieci anni per le malattie coronariche risultava significativamente ridotto nel gruppo low carb (- 1,4%). Significativo anche il fatto che al termine dello studio i livelli di colesterolo LDL siano risultati sovrapponibili nei due gruppi. Una delle critiche mossa in passato alle diete low carb era infatti proprio il rischio che questo regime facesse aumentare i livelli di LDL, importante fattore di rischio cardiovascolare. Questo studio sembra dunque dissipare questo dubbio e far cadere quest’ultimo tabù. La ricetta per dimagrire, proteggendo allo stesso tempo il cuore è dunque servita: dieta low...

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Colazione dolce/salata (3 blocchi)

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Ingredienti: 1 uovo intero 2 albumi 30 g di prosciutto cotto 20 g di pane integrale (1 fetta) 100 g di kiwi (n.1) 90 g di ananas (circa 1 fettina) 3 noci macadamia Preparazione: Unisci l’uovo agli albumi, miscela e versa il composto ottenuto in una piccola padella antiaderente (per evitare che attacchi, sporca il pentolino con un filo d’olio). Metti la frittata nel piatto piegandola a metà e farcisci con il prosciutto. Per evitare che si apra, puoi fermarla con uno stuzzicadenti. Sbuccia il kiwi, taglialo a fettine, unisci l’ananas a cubetti e le noci sbriciolate grossolanamente. N.B. In questa ricetta io non aggiungo sale, il prosciutto ne contiene già a...

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Primo Documento di Consenso su Indice Glicemico, Carico Glicemico e Risposta Glicemica

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Si è svolto in Italia e precisamente a Stresa il 6-7 Giugno il primo summit mondiale su Indice Glicemico, Carico Glicemico e Risposta Glicemica organizzato da Nfi (Nutrition foundation of Italy, Milano) e Oldways (organizzazione non profit con sede a Boston), con il patrocinio del ministero della Salute. I carboidrati non sono tutti uguali e l´Indice glicemico è un parametro che permette di distinguere i carboidrati digeriti lentamente da quelli che, assorbiti con rapidità, alzano troppo velocemente glicemia e insulinemia. Non solo qualità ma anche quantità ed ecco quindi l´importanza anche del carico glicemico che tiene conto sia dell´Ig sia della quantità del carboidrato presente in una porzione media dell´alimento. Il documento di Consenso elaborato da un comitato internazionale di esperti, tende a definire il ruolo strategico dell´indice e del carico glicemico in ambito di prevenzione e la riduzione di IG/CG nella nostra alimentazione giornaliera dovrebbe diventare una priorità di sanità pubblica. Dalla ricerca scientifica emergono evidenze sulla correlazione tra diete a basso indice glicemico/carico glicemico e riduzione del rischio sia di diabete di tipo 2 sia di malattie coronariche, oltre a un miglior controllo della glicemia nei pazienti gia´ diabetici. Il summit è servito anche per presentare il Carbohydrate Quality Consortium, un gruppo Internazionale di ricercatori ed esperti che collaborerà per mettere insieme studi e informazioni scientifiche sull´indice e carico glicemico, con lo scopo globale di migliorare la salute...

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Coppetta Yogurt e Mirtilli

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Colazione in Zona probiotica antiossidante e antinfiammatoria, a basso indice e basso carico glicemico   Ingredienti per una coppetta da 2 BLOCCHI  ·     1 vasetto di yogurt bianco magro arricchito con Bifidobatteri o di yogurt greco colato ·         2 cucchiai di Muesli bilanciato 30/40/30 ·         150 g di mirtilli neri ·         2 cucchiaini di proteine in polvere alla vaniglia (oppure anche alla soia) ·         Una bustina di dolcificante ipocalorico  o di fruttosio ·         5 mandorle tritate grossolanamente Tritare 100 g di mirtilli e mescolarli con ½ vasetto di yogurt e un cucchiaino di proteine, aggiungendo metà bustina di dolcificante. In alternativa frullare il tutto per avere una crema più omegenea. Mescolare l’altro mezzo vasetto di yogurt con l’altro cucchiaino di proteine, un cucchiaio di muesli e il resto del dolcificante. In una coppetta o un bicchiere largo mettere prima lo yogurt al mirtillo e poi quello al muesli. Completare decorando con il secondo cucchiaio di muesli, i mirtilli rimasti e le mandorle tritate Dividendo il tutto in due coppette o bicchieri piccoli si trasforma la colazione da 2 BLOCCHI in due spuntini da 1...

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Ridurre i carboidrati raffinati aiuta a mantenere la perdita di peso nel tempo

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Secondo uno studio pubblicato recentemente su JAMA dai ricercatori Cara Ebbeling e David Ludwig del Children’s Hospital di Boston,  le diete che riducono l’aumento della glicemia dopo un pasto – o a basso indice glicemico o con un basso contenuto di carboidrati, si devono preferire ad una dieta povera di grassi per coloro che cercano di raggiungere la perdita di peso duratura. Lo studio ha evidenziato che la dieta a basso indice glicemico (ma con una quota idonea di carboidrati a basso indice glicemico) ha avuto analoghi benefici metabolici della dieta molto povera di carboidrati, senza però mostrare effetti negativi dello stress e dell’infiammazione come invece si è notato nei partecipanti con dieta a basso tenore di carboidrati. I ricercatori hanno dimostrato che non è vero che una caloria è sempre una caloria, qualunque sia l’alimento utilizzato. Alcuni alimenti infatti stimolano il metabolismo energetico più di altri. Tra questi danno un contributo significativo non solo i cibi ricchi in proteine, ma anche quelli ricchi in fibre (molte verdure, frutta, legumi o alcuni cereali integrali come avena, orzo e segale) in grado tra l’altro di incrementare l’azione della leptina, ormone che aiuta a limitare la fame e ad aumentare il metabolismo basale. Ciascuno dei 21 giovani adulti in soprappeso o obesi (età 18-40) partecipanti allo studio, prima hanno dovuto perdere dal 10 al 15 percento del loro peso corporeo, e dopo la stabilizzazione del peso, hanno completato tutte e tre le seguenti diete in ordine casuale, ciascuno per quattro settimane alla volta. Il protocollo in cross-over randomizzato ha permesso un’osservazione rigorosa degli effetti di ogni dieta sui partecipanti, indipendentemente dall’ordine in cui sono state seguite : dieta povera di grassi, che riduce i grassi alimentari e prevede prodotti integrali e una varietà di frutta e verdura, basata sul 60% delle calorie giornaliere dai carboidrati, il 20% dai grassi e il 20% dalle proteine​​; dieta a basso indice glicemico, composta da verdura, grassi salutari, cereali minimamente trasformati, legumi e frutta, con il 40% delle calorie giornaliere dai carboidrati, il 40% dai grassi e il 20% dalle proteine​​. I carboidrati a basso indice glicemico vengono digeriti lentamente, contribuendo a mantenere stabili la glicemia e i livelli ormonali dopo il pasto; dieta povera di carboidrati, sul modello della dieta Atkins, composta dal 10% delle calorie giornaliere dai carboidrati, il 60% dai grassi e dal 30% dalle proteine​​. Il protocollo dello studio ha previsto la valutazione di tutti i parametri ematici di routine, quelli della sindrome metabolica, i livelli ormonali e gli isotopi stabili per misurare la spesa totale di energia dei partecipanti, mentre seguivano ogni dieta.  La dieta molto povera di carboidrati ha fatto registrare miglioramenti nel metabolismo, ma si deve sottolineare che in questa dieta aumentano i livelli di cortisolo dei partecipanti, che può portare a insulino-resistenza e malattia cardiovascolare. Essa ha inoltre aumentato i valori della proteina C-reattiva, che può aumentare il rischio di malattie cardiovascolari. Anche se una dieta povera di grassi è tradizionalmente raccomandata dal governo degli Stati Uniti e dalla Heart Association,ha causato una sensibile riduzione della spesa energetica, un quadro lipidico fuori norma e insulino-resistenza. Gli autori confermano che in aggiunta ai benefici rilevati dallo studio, le diete a basso indice glicemico sono più facili da rispettare quotidianamente, rispetto a diete a basso contenuto di carboidrati e a basso contenuto di grassi. Dal punto di vista pratico, a differenza di diete a basso contenuto di carboidrati e di grassi, una dieta a basso indice glicemico non elimina interi gruppi di alimenti, rendendola più facile da seguire anche per lunghi periodi, e fornendo tutti i micro- e macronutrienti indispensabili al nostro...

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